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religione

Il rituale del matrimonio nel Medioevo

Lo scambio degli anelli prevedeva un rituale che, ai giorni nostri, risulterebbe alquanto inconsueto: era usanza tra gli invitati prendersi a spintoni e a volte a schiaffoni per ricordarsi dell’evento.
L’anello veniva infilato dal marito al dito medio della sposa, il quale versava, inoltre, in nome della moglie, un cospicuo obolo alla chiesa recitando tali parole: “Con questo anello ti sposo, con questa dote ti doto.” Il più delle volte, al termine di questo rituale, la sposa doveva inginocchiarsi davanti al marito in segno di sottomissione.
Per gli sposi veniva spezzata un’unica ostia divisa e i due bevevano dalla stessa coppa, in seguito, dopo il giuramento, era tradizione accendere un cero alla Santa Vergine. Finita la cerimonia, gli sposi uscivano dalla chiesa accompagnati per mano dal prete e si recavano al cimitero per pregare i propri morti. Sulla strada verso casa, i parenti e gli amici, tiravano grano ai novelli come auspicio di fertilità e poi cominciava la festa vera e propria: canti, balli e banchetti che duravano per giorni. Al calar della sera, il prete benediva la stanza da letto dove gli sposi avrebbero consumato la prima notte.

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